Provo a mettere in fila le mie prime impressioni relative ai due sistemi. Non è una comparazione perché l’uso che faccio dei 2 smartphone è diverso.
- Il touchscreen di Android è sensibile, reattivo, veloce. Forse troppo. Quello dell’iPhone è più umano.
- La radio su Android c’è ed è molto ben fatta, sull’iPhone nì, solo via wi-fi e, strano a dirsi, non ho ancora trovato un’app pratica e bella come quella di Android. Grave!
- Entrambi i negozi per le applicazioni si visitano agevolmente, inoltre installare le app è banale. Sull’Android Market le app gratuite si scaricano senza necessità di registrazione o carta di credito. Sull’Apple Store è necessario creare un account e indicare come carta di credito: “nessuna” (vedi guida).
- L’integrazione tra iPhone e Mac è quasi perfetta (a parte qualche problema di sincronizzazione con i Contatti).
- Leggere non è fastidioso. Scrivere richiede un minimo d’esercizio.
- La posta sull’iPhone è pratica.
- Con alcune app non sempre è chiaro quando si è online.
- Usare i social network è semplice su entrambi, anche perché le app sono le stesse.
- Pubblicare foto e video sui social network è sorprendentemente e pericolosamente facile.
- Avere dita sottili aiuta.
Tags: Apple, Gadget, Informatica, Recensioni
Questo post è stato pubblicato il 29 aprile, 2011 alle 13:27
- Rilassatevi – Relax
- Abbiate senso dell’umorismo – Have a sense of humor
- Trovate la vostra voce e usatela – Find your voice and use it
- Dite la verità – Tell the truth
- Non fatevi prendere dal panico – Don’t panic
- Divertitevi – Enjoy yourself
- Siate coraggiosi – Be brave
- Siate curiosi – Be curious
- Giocate di più – Play more
- Sognate sempre – Dream always
- Ascoltate – Listen up
- Chiacchierate – Rap on
Questa lista si intitola I 12 strepitosi passi del programma Cluetrain per avere successo negli affari su internet ovvero “The Cluetrain Hit-One-Outta-the-Park Twelve-Step Program for Internet Business Success” ed è un estratto dal sesto capitolo del Cluetrain Manifesto.
Il Cluetrain Manifesto nasce nel 1999 da Rick Levine, Christopher Locke, Doc Searls e David Weinberger prima come sito, poi come libro (disponibile online). Parla di nuovi mercati, del rapporto tra aziende e consumatori e soprattutto della forza che le persone acquisiscono nelle comunità virtuali.
Perché parlarne adesso? Perché in questi giorni sto preparando un corso, aggiornando le slide, rileggendo vecchi libri, nuovi libri ed ho riletto le 95 tesi del Cluetrain Manifesto tradotte da Luisa Carrada. Le ho trovate straordinariamente attuali, più attuali ora di quando le lessi la prima volta più di 10 anni fa. Ora che i social network sono diventati così importanti, ora che le aziende vogliono o devono esserci.
Prendiamo la frase che introduce le 95 tesi: Non siamo spettatori, né occhi, né utenti finali, né consumatori. Siamo esseri umani e la nostra influenza va al di là della vostra capacità di presa. Cercate di capirlo. (“We are not seats or eyeballs or end users or consumers. We are human beings – and our reach exceeds your grasp. Deal with it.”)
Mentre la 95esima tesi conclude così: Ci stiamo svegliano e ci stiamo linkando. Stiamo a guardare, ma non ad aspettare (“We are waking up and linking to each other. We are watching. But we are not waiting.”)
N.B. Oltre ai testi originali vale la pena di leggere la chiave di lettura suggerita da Wikipedia e l’articolo che Luisa Carrada scrisse all’epoca su Mestiere di Scrivere.
Tags: Comunicazione, Parole, Social, Strumenti
Questo post è stato pubblicato il 26 aprile, 2011 alle 19:11
Giacomo Mason e Paolo Artuso “La nuova comunicazione interna“, editore Franco Angeli, anno 2008
Per un anno l’ho sbocconcellato in base alle necessità del momento e finalmente questa settimana sono riuscita a leggerlo dall’inizio alla fine.
Giacomo Mason e Paolo Artuso fanno un ottimo, veramente un ottimo lavoro mettendo a nudo i difetti tipici della comunicazione interna e proponendo rimedi possibili.
Il libro si divide in due parti: la prima esamina le “malattie”, la seconda propone le “terapie”. Entrambe le sezioni sono esaustive e approfondite. Il tono è piacevole, ho sorriso spesso leggendo gli esempi proposti.
Volendo trovare un difetto a tutti i costi, posso dire che il linguaggio della prima parte è un po’ complesso, mi ha ricordato i testi universitari. Di per sé non è un male, ma è un peccato, perché lo rende meno divulgativo.
E’ un libro indispensabile che brilla per chiarezza, spessore e serietà.
Tags: Comunicazione, Libri, Recensioni, Strumenti
Questo post è stato pubblicato il 18 aprile, 2011 alle 13:05
Bobby McFerrin durante l’evento “Note e Neuroni” al Festival Mondiale della Scienza – World Science Festival del 2009, mostra il potere della musica giocando con il pubblico sulla scala pentatonica.
Morgan Spurlock, il regista di Super Size Me, parla del suo nuovo documentario The Greatest Movie Ever Sold. L’intervento di Spurlock tratta di posizionamento prodotti (product placement), marchi, marketing e pubblicità.
Un esempio brillante di come fare discorsi ed accompagnarli da presentazioni.
Tags: Comunicazione, Esempi, Presentazioni, Video
Questo post è stato pubblicato il 7 aprile, 2011 alle 17:50
Il video A brief History of title design di Ian Albinson prodotto in occasione del SXSW 2011 di Austin mostra molti titoli di film hollywodiani in sequenza cronologica.
A Brief History of Title Design from Ian Albinson on Vimeo.
La storia
La batteria del cellulare è morta. Il cellulare è vecchio. Cambiamo cellulare.
Cosa prendiamo? Uno smartphone?
Noooooooo, troppo caro, troppo difficile, fa troppe cose, non mi serve, ecc. ecc. ecc.
Dai proviamo, su proviamo…
Ok proviamo.
Belloooooo, dai compralo anche tu, che a te serve…
I fatti
Da qualche giorno stiamo utilizzando 2 smartphone: uno ha come sistema operativo Android 2.1, l’altro è un iPhone con OSx 4.3.
Le considerazioni
- lo smartphone è fantastico
- lo smartphone è facile da usare, anche per chi è tecnofobo
- il touchscreen è comodo, ma richiede un po’ di pratica
- lo smartphone non è un telefono, ma un piccolo e potente centro multimediale che dà il meglio di sé quando collegato a internet
- usare il browser per internet è un po’ noioso, meglio utilizzare le app, se ci sono. Mi spiego: le pagine web sono progettate per monitor da 15-17-20 pollici, guardarle in uno schermo da pochi centimetri quadrati è scomodo, decisamente più semplice è cercare l’applicazione (app) che propone il sito in una forma utilizzabile dallo smartphone. Vedi le app per Facebook, Twitter, Wikipedia.
- avere internet sempre con sé è portentoso, cambia il modo in cui pensi e fai le cose.
- l’interazione tra fotocamera, rubrica, social network e via discorrendo è intrigante e alla portata di tutti.
- i giochi (di tipo casual) sullo smartphone non hanno nulla da invidiare alle console portatili. E costano incredibilmente meno!
- la quantità di app interessanti, simpatiche, utili e inutili è impressionante. E’ un passatempo solo guardare cosa c’è.
- è preferibile lo smartphone con il wi-fi, si naviga di più e si spende meno.
Conclusioni
Lo smartphone non è necessario, si vive bene anche senza, ma averlo è meglio
Tags: Gadget, Informatica
Questo post è stato pubblicato il 7 aprile, 2011 alle 13:31









