Regular Posts Tagged ‘Recensioni’
29 apr 2011 Categorie: Articoli, Blog 0 Commenti

Provo a mettere in fila le mie prime impressioni relative ai due sistemi. Non è una comparazione perché l’uso che faccio dei 2 smartphone è diverso.

  • Il touchscreen di Android è sensibile, reattivo, veloce. Forse troppo. Quello dell’iPhone è più umano.
  • La radio su Android c’è ed è molto ben fatta, sull’iPhone nì, solo via wi-fi e, strano a dirsi, non ho ancora trovato un’app pratica e bella come quella di Android. Grave!
  • Entrambi i negozi per le applicazioni si visitano agevolmente, inoltre installare le app è banale. Sull’Android Market le app gratuite si scaricano senza necessità di registrazione o carta di credito. Sull’Apple Store è necessario creare un account e indicare come carta di credito: “nessuna” (vedi guida).
  • L’integrazione tra iPhone e Mac è quasi perfetta (a parte qualche problema di sincronizzazione con i Contatti).
  • Leggere non è fastidioso. Scrivere richiede un minimo d’esercizio.
  • La posta sull’iPhone è pratica.
  • Con alcune app non sempre è chiaro quando si è online.
  • Usare i social network è semplice su entrambi, anche perché le app sono le stesse.
  • Pubblicare foto e video sui social network è sorprendentemente e pericolosamente facile.
  • Avere dita sottili aiuta.
          

18 apr 2011 Categorie: Blog, Strumenti 0 Commenti

Giacomo Mason e Paolo Artuso “La nuova comunicazione interna“, editore Franco Angeli, anno 2008

Per un anno l’ho sbocconcellato in base alle necessità del momento e finalmente questa settimana sono riuscita a leggerlo dall’inizio alla fine.
Giacomo Mason e Paolo Artuso fanno un ottimo, veramente un ottimo lavoro mettendo a nudo i difetti tipici della comunicazione interna e proponendo rimedi possibili.
Il libro si divide in due parti: la prima esamina le “malattie”, la seconda propone le “terapie”. Entrambe le sezioni sono esaustive e approfondite. Il tono è piacevole, ho sorriso spesso leggendo gli esempi proposti.
Volendo trovare un difetto a tutti i costi, posso dire che il linguaggio della prima parte è un po’ complesso, mi ha ricordato i testi universitari. Di per sé non è un male, ma è un peccato, perché lo rende meno divulgativo.
E’ un libro indispensabile che brilla per chiarezza, spessore e serietà.